Poesia Piero Polesini

A Giuseppe Zanon cantore della natura!

La prima luce sgorga dalle rupi,
Come un rivo d’argento; trema, a lame,
Su tronchi di betulle, su cespugli
Di rododendri in fiore.

Su rompe già il silenzio: canta un gallo
Cedrone, rauco, al sole che dardeggia
Le punte degli abeti sussurranti
Notturni amori, nascite felici.

Su, sveglia, amico! Andiamo verso i monti:
Le gallinelle bianche sono in vetta
A fruire la luce che dilaga.

Un branco di camosci sembra assorto
Al trillo scanzonato degli uccelli;
Incappucciati come fraticelli.

Attento… Attento! Fermati un istante:
L’ansante setter, caldo di rugiade,
Fa posta sull’incauto beccaccino
Che rintana in un ciuffo di mortelle;
E là sul dosso verde le genziane
Ai caprioli snelli fan corona
Azzurra come il cielo che ci allieta
Dentro i rami del bosco.

Passa veloce; come una saetta,
Una lepre braccata da un segugio;
Fra poco sarà preda del suo fiuto,
Spezzata dal suo morso, senza scampo.

Amico cacciatore: questo è il mondo
Che sente ancora di natura vera.
I fiori e gli animali stanno insieme
A vivere quel turno che l’Eterno
Ha dipinto per gli occhi,
Per l’umana ricerca del creato,
Musicalmente tuo,
E misteriosamente Suo.

Piero Polesini